|
|
| :: Log in |
| :: Ricerca news |
| :: 626 UGL |
|
|
| :: Utilities |
|
|
| :: Visite utenti |
|
|
|
|
 |
| |
| :: F.A.Q. |
 |
 |
| |
Nella pagina riportiamo le principali domande rivolte
dagli utenti UGL Latina.
Per ulteriori informazioni ti invitiamo
a contattarci.
|
|
|
| |
|
Come nasce la UGL?
|
|
La UGL (Organizzazione Generale del Lavoro) nasce sulle fondamenta gettate dalla CISNAL.
Il cambio della denominazione della CISNAL in UGL avviene attraverso il X Congresso Straordinario Confederale in data 28 novembre 1996.
La UGL continuando la tradizione politico sociale della CISNAL si sviluppa nel territorio pontino adeguando l’azione sindacale nella nuova realta’ del mondo lavorativo, sviluppandosi in modo esponenziale per numero di iscritti e per azioni intraprese.
Questo la colloca oggi, come categoria sindacale, tra le più rappresentative della provincia.
Giornalmente, sfogliando le pagine delle testate giornalistiche, si intuisce subito l’importanza fondamentale di questa organizzazione sindacale, la quale attraverso innumerevoli articoli pubblicati, pone in evidenza le varie problematiche che giornalmente attraversano la vita lavorativa.
Notevole, e di primaria importanza, la UGL si pone a contatto diretto con il cittadino che ne faccia richiesta.
¤ Top
|
|
Tessera sanitaria: le risposte alle domande più frequenti
|
|
Cos'è?
La tessera riporta i dati anagrafici ed il codice fiscale del proprietario e, sul retro, i codici necessari per garantire ad ogni cittadino italiano l'assistenza sanitaria anche nei paesi dell'Unione Europea in sostituzione del vecchio modello cartaceo E111. Sempre nella parte posteriore, inoltre, i medesimi dati dell'assistito sono ripetuti sotto forma di codice a barre e memorizzati su banda magnetica, al fine di consentirne la lettura da parte dei diversi dispositivi elettronici. E' stata distribuita a partire dal 2004 dall'Agenzia delle Entrate a tutti gli aventi diritto, all'indirizzo di residenza risultante nella banca dati dell'Anagrafe Tributaria al momento della spedizione. Nella sezione in alto a destra del fronte della tessera si trova la Data di scadenza: normalmente cinque anni ovvero scadenza dell'assistenza sanitaria In basso a sinistra si trovano tre lettere in formato Braille standard a 6 punti L'area in basso a destra del fronte della tessera sanitaria è riservata ai dati sanitari regionali. Provincia: corrisponde alla sigla della provincia al momento della nascita dell'intestatario, anche se ha subito variazioni successive. Nella parte alta del retro della tessera sanitaria si trova la banda magnetica contenente le informazioni anagrafiche dell'assistito Immediatamente sotto alla banda magnetica si trova il codice fiscale in modalità barcode A destra in alto si trova la sigla di identificazione dello Stato che rilascia la tessera: IT secondo il codice ISO 3166 - 1 A sinistra in alto si trova l'identificativo del modulo di assistenza nei Paesi membri della Comunità Europea
Come si richiede?
Se ancora non si è in possesso della tessera, si possono chiedere informazioni sullo stato di emissione del proprio tesserino collegandosi al sito www.sistemats.it. È possibile anche rivolgersi muniti di carta d'identità (valida), il tesserino sanitario regionale (di cartone) e il codice fiscale (tesserino plastificato verde) presso: -l'unità sanitaria locale (ASL) di assistenza. La ASL rilascia una stampa della tessera sanitaria che certifica il codice fiscale in essa contenuto, ai fini della compilazione delle ricette per prestazioni specialistiche e farmaceutiche. Il tesserino vero e proprio sarà recapitato all'indirizzo di residenza nel giro di 15/20 giorni. -qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate che procede alla richiesta del duplicato qualora la tessera sia stata emessa ma non recapitata; se invece non è stata mai emessa è necessario recarsi presso la propria ASL. Per avere maggiori dettagli è comunque sempre possibile rivolgersi al numero verde 800.030.070.
La tessera sanitaria ha la stessa validità del codice fiscale?
La tessera sanitaria, oltre ad essere lo strumento per usufruire delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, ha la stessa validità del tesserino del codice fiscale da utilizzare in tutti i casi nei quali occorra esibire il codice fiscale stesso.
Ha una scadenza?
Sì, vale cinque anni, salvo diversa indicazione da parte della Regione/ASL di assistenza. In prossimità della scadenza, viene automaticamente inviata una nuova tessera. Alla scadenza, vale comunque come tessera di codice fiscale.
Come si fa a richiedere il duplicato?
Se viene smarrita o rubata, è possibile chiedere un duplicato:
-presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate; attraverso il sito internet dell'Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.it, alla voce "Servizi/codice fiscale e tessera sanitaria"; -mediante il servizio automatico informativo (numero telefonico 848.800.444) o il call center (numero 800.030.070); -presso l'ASL di appartenenza. La nuova tessera è recapitata all'ultimo domicilio fiscale risultante all'Anagrafe Tributaria. In caso di mancata ricezione è opportuno rivolgersi ad un ufficio dell'Agenzia per verificare (ed eventualmente aggiornare) il proprio domicilio fiscale.
Cosa bisogna fare se i dati anagrafici sono sbagliati?
Se i dati anagrafici riportati sulla Tessera fossero errati, il cittadino potrà rivolgersi ad un qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle Entrate per chiedere la correzione.
Cosa bisogna fare per ottenere la tessera sanitaria per un bambino appena nato?
Ai nati dal 1° gennaio 2006, dopo l'attribuzione del codice fiscale da parte del Comune o di un ufficio dell'Agenzia delle Entrate, viene inviata automaticamente una Tessera Sanitaria con validità di un anno; alla sua scadenza, previa ricezione dei dati di assistenza inviati dalla ASL competente, viene inviata la Tessera con scadenza standard.
Tessera sanitaria e spese farmaceutiche. Cosa cambia con la Finanziaria 2008?
Dal 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la normativa che impone l'obbligo di emissione di scontrino fiscale "parlante" per la certificazione dell'acquisto dei medicinali da utilizzare ai fini della detrazione Irpef. In esso sono riportati il codice fiscale dell'acquirente, tipologia e quantità dei medicinali comprati.
Per il rilascio dello "scontrino parlante" bisogna avere con sé, al momento dell' acquisto, la propria tessera sanitaria oppure si può comunicare il proprio codice fiscale.
Se un assistito si presenta in farmacia senza la tessera sanitaria, la farmacia cosa deve fare?
Nulla se la ricetta riporta il codice fiscale nell'apposito spazio. Altrimenti il codice fiscale dell'intestatario della ricetta deve essere fornito dall'acquirente e acquisito dall'addetto della farmacia.
¤ Top
|
|
Detrazione per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici
|
|
A chi spetta la detrazione? Ai contribuenti che già fruiscono della detrazione per le spese relative ad interventi di recupero del patrimonio edilizio (legge 27 dicembre 1997, n. 449). I lavori sono quelli iniziati a partire dal primo luglio 2008.
A quanto ammonta la detrazione? La detrazione è pari al 20 per cento delle spese documentate sostenute, dal 7 febbraio al 31 dicembre 2009, per l'acquisto di mobili, elettrodomestici ad elevata efficienza energetica nonché di apparecchi televisivi e di elaboratori elettronici da destinare all'arredo della medesima unità immobiliare oggetto degli interventi di recupero.
Come viene calcolata la detrazione? L'importo massimo complessivo delle spese non deve essere superiore a 10.000 euro, la detrazione del 20% deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo.
Frigoriferi e congelatori sono esclusi dalla detrazione? La detrazione non spetta a frigoriferi, congelatori e loro combinazioni, poiché su questi elettrodomestici restano confermate le agevolazioni già in vigore (legge 296/2006, prorogata dall'articolo 1, comma 20, legge 244/ 2007. Tale ultima detrazione è pari al 20 per cento delle spese sostenute entro il 31 dicembre 2010, per la sostituzione di frigoriferi, di congelatori e delle loro combinazioni con analoghi apparecchi di classe energetica non inferiore ad «A+» fino a un valore massimo della detrazione di 200 euro per ciascun apparecchio.
E' possibile cumulare le due detrazioni? La detrazione introdotta è cumulabile con la detrazione già vigente per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazione.
Previsti altri provvedimenti? Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto (11 febbraio 2009) la Presidenza del Consiglio dei Ministri promuove la stipula di un apposito protocollo di intenti con i produttori dei beni per i quali sono previsti gli incentivi. Nel protocollo sono definiti gli impegni assunti in ordine alle garanzie di mantenimento dei livelli occupazionali, alle modalità con le quali assicurare il rispetto dei termini di pagamento previsti nei rapporti con fornitori e con gli altri soggetti della filiera produttiva e distributiva, nonchè allo sviluppo e al mantenimento di iniziative promozionali finalizzate a stimolare la domanda e a migliorare l'offerta anche dei servizi di assistenza e manutenzione
fonte governo.it
¤ Top
|
|
Incentivi per auto, moto, veicoli commerciali, speciali ed autobus
|
|
Tutela ambientale e misura anticrisi Le misure hanno lo scopo di effettuare un nuovo e più incisivo programma di intervento ambientale sul parco circolante di autovetture ed autoveicoli. Tale azione mira a coniugare gli obiettivi di tutela ambientale con quelli di qualificazione dei consumi e di stimolo alla crescita e all'occupazione, particolarmente importanti in una situazione economica come quella attuale.
Incentivo per autovetture con rottamazione E’ previsto un incentivo per la rottamazione di autovetture ed autoveicoli inquinanti e la contestuale sostituzione con autovetture ed autoveicoli «euro 4» ed «euro 5» a basse emissioni di anidride carbonica. Tale incentivo, rispetto a quanto previsto per il 2008, è esteso alla rottamazione di tutte le autovetture ed autoveicoli «euro 2» immatricolati fino al 31 dicembre 1999 e non più solo a quelli immatricolati prima del primo gennaio 1997. Tale estensione consente di rottamare autovetture ed autoveicoli che presentano ormai più di dieci anni di vita.
A quanto ammonta l’incentivo Gli incentivi consistono in un contributo pari a 1.500 euro.
Il contributo si raddoppia Al contributo di 1500 euro per la rottamazione di autovetture immatricolate fino al dicembre 1999, è prevista una maggiorazione di altri 1.500 euro se l'acquisto riguarda autovetture particolarmente ecologiche: alimentazione a gas metano, elettrica o ad idrogeno con emissioni non superiori a 120 grammi di anidride carbonica per chilometro.
Incentivo per veicoli commerciali e speciali E’ previsto un incentivo per la rottamazione di veicoli adibiti a trasporto promiscuo, autocarri leggeri entro le 3,5 tonnellate, veicoli per trasporti specifici, veicoli per uso speciale ed autocaravan appartenenti alle categorie «euro 0», «euro 1» ed «euro 2» immatricolati prima del 31 dicembre 1999.
A quanto ammonta l’incentivo L’incentivo consiste nella concessione di un contributo di 2.500 euro se si acquista un veicolo nuovo «euro 4» o «euro 5».
Ulteriore contributo E’ previsto inoltre un innalzamento del contributo - già vigente di 1500+500 euro - fino a 4.000 euro per l'acquisto di veicoli commerciali leggeri fino a 3,5 tonnellate omologati dal costruttore per la circolazione mediante alimentazione, esclusiva o doppia, con gas metano. Il contributo massimo consentito è dunque di 6500 euro se si rottama il veicolo commerciale e si acquista contestualmente un veicolo ad alimentazione elettrica o Gpl/metano/idrogeno, o mista con emissioni di anidride carbonica sotto i 120 milligrammi a Km.
Acquisto moto E’ previsto poi un contributo di 500 euro per l'acquisto di un motociclo fino a 400 centimetri cubici di cilindrata di categoria «euro 3» a fronte della contestuale rottamazione di un motociclo o ciclomotore di categoria «euro 0» o «euro 1».
Validità degli incentivi Le agevolazioni hanno validità per i veicoli nuovi acquistati dal 7 febbraio al 31 dicembre 2009 e immatricolati entro il 31 marzo 2010.
Trasformazione a GPL e metano E’ previsto un innalzamento dei contributi (già previsti dall'articolo 29, comma 9, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31) per la conversione a gas di petrolio liquefatto (GPL) e a metano delle auto.
A quanto ammonta il contributo oggi A 500 euro per le installazioni di impianti a GPL e a 650 euro per le installazioni di impianti a metano.
Credito d'imposta A decorrere dal primo gennaio 2008, i crediti d'imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi possono essere utilizzati nel limite annuale di 250.000 euro, anche in deroga alle disposizioni previste dalle singole leggi istitutive, mentre l'ammontare eccedente tale limite è compensabile per l'importo residuo a partire dal terzo anno successivo a quello in cui si genera l'eccedenza. A partire dal 2010, il limite non si applica né al credito d'imposta per le spese di ricerca e di sviluppo, né al credito d'imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate. Il tetto annuale alle compensazioni non trova applicazione per una particolare categoria di crediti d'imposta in cui i soggetti che utilizzano in compensazione il credito d'imposta non costituiscono i destinatari effettivi della misura agevolativa. Ad esempio, il credito previsto per l'acquisto delle autoambulanze e dei mezzi antincendio da parte di organizzazioni di volontariato e di organizzazioni non lucrative di utilità sociali, nonché le agevolazioni per gli autoveicoli alimentati a metano o a GPL, il credito d'imposta in favore dei gestori di reti di teleriscaldamento alimentato con biomassa o con energia geotermica, nonché gli incentivi previsti per la rottamazione dei veicoli. Si tratta di crediti d'imposta che prevedono la concessione di contributi in favore di utenti o di consumatori finali, mediante lo sconto sul prezzo di cessione di un bene o la prestazione di un servizio. L'utilizzo in compensazione degli importi corrispondenti agli sconti effettuati agli utenti o di consumatori finali, dunque, costituisce per gli operatori economici un vero e proprio rimborso di somme anticipate per conto dello Stato.
Incentivi per gli autobus In considerazione degli impegni assunti dall'Italia di realizzare un piano che assicuri il rispetto dei limiti per il PM 10 (particelle microscopiche di diametro inferiore a 10 millesimi di millimetro) entro il 2011 e dell'elevato contributo alle emissioni di particolato che deriva dal parco circolante dei veicoli pesanti (bus e veicoli commerciali), è prevista l'incentivazione dell'adozione dei filtri anti-particolato per i veicoli destinati al trasporto pubblico su tutto il territorio nazionale.
In cosa consistono gli incentivi Gli incentivi riguardano l'installazione di dispositivi per la riduzione delle emissioni di particolato dei gas di scarico (filtri anti-particolato) sui veicoli pesanti ad accensione spontanea (diesel), pubblici, appartenenti alle tipologie M3 (autobus di peso totale a terra superiore a 5 tonnellate e con più di 8 posti) e N3 (veicoli commerciali di peso superiore a 12 tonnellate) appartenenti alle categorie «euro 0», «euro 1» ed «euro 2».
A quanto ammonta L'incentivo è pari al 25 per cento della spesa sostenuta per l'installazione e per l'acquisto del dispositivo, con un massimo di 1.000 euro. L'installazione del dispositivo riguarda circa 55.000 veicoli, con una spesa presunta, a carico dello Stato, di 55 milioni di euro per l'anno 2009.
Chi incassa l’incentivo Il finanziamento degli incentivi è erogato alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano. L'erogazione del finanziamento alle regioni e alle province autonome richiede la notifica al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare delle misure di riduzione delle emissioni inquinanti nel settore della mobilità vigenti al momento dell'erogazione stessa.
¤ Top
|
|
Influenza A, cosa c'è da sapere?
|
|
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
Cos'è la nuova influenza provocata dal virus A/H1N1? Quali sono i sintomi e come si distingue dalla "normale influenza"? Come si trasmette e per quanti giorni chi ne è affetto è contagioso? È una malattia grave? Cosa fare in caso di sintomi sospetti? Come si effettua la diagnosi? Quali sono le principali norme di prevenzione?
Cos'è la nuova influenza provocata dal virus A/H1N1?
La febbre suina è una malattia respiratoria acuta dei maiali causata da virus influenzali di gruppo A. Dei vari sottotipi di virus isolati nei maiali i principali sono di tipo H1N1, cioè quelli responsabili dell’attuale epidemia umana. Dopo i primi casi della nuova influenza umana, che si sono verificati in seguito a contatti molto ravvicinati fra i maiali e l’uomo, il nuovo virus A/H1N1 si è adattato all'uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona.
Si badi bene: l'influenza suina non viene trasmessa attraverso il cibo e dunque non esiste alcun rischio d'infezione attraverso il consumo di carne suina cotta o di prodotti a base di carne suina.
Quali sono i sintomi e come si distingue dalla "normale influenza"?
La “nuova” influenza si presenta essenzialmente con una triade di sintomi, rappresentata da febbre alta (oltre i 38 gradi) che insorge bruscamente, dolori muscolari e almeno uno fra questi sintomi respiratori: mal di gola, tosse, naso che cola. Di solito l’esordio della malattia si accompagna anche a mal di testa, a uno stato di debolezza (o facile affaticamento) più o meno intenso e qualche volta sono presenti nausea o vomito. Questi ultimi due sintomi però non sono tipici dell’influenza. Se sono presenti unicamente forte nausea, dolori addominali e diarrea è più probabile che non si tratti di influenza, ma di un' infezione gastrointestinale dovuta a uno dei tanti virus stagionali che possono colpire l’apparato gastroenterico.
In definitiva, dal punto di vista sintomatico, la nuova influenza non si distingue in alcun modo dalla classica influenza stagionale. La vera differenza è rappresentata dal fatto che l'influenza A si diffonde più rapidamente dell’influenza stagionale e quindi colpisce un maggior numero di individui perché, trattandosi di un nuovo virus, molte persone non hanno ancora gli anticorpi per difendersi.
Come si trasmette e per quanti giorni chi ne è affetto è contagioso?
La trasmissione da uomo a uomo del virus dell'influenza A/ H1N1 avviene principalmente attraverso le piccole goccioline di saliva che vengono emesse da tutti noi durante i colpi di tosse o gli starnuti, ma anche attraverso il contatto con le mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Una via di contagio può essere il bacio, una carezza, bere dallo stesso bicchiere, fumare la stessa sigaretta o semplicemente stare a distanza ravvicinata con una persona infetta. Come già detto, dunque, i virus della nuova influenza umana non sono trasmessi dal cibo, cioè mangiando maiale o prodotti a base di carne di maiale. Di solito, le persone con influenza da nuovo virus A/H1N1 vengono considerate contagiose dal giorno precedente all’insorgere dei sintomi e per almeno quattro giorni successivi. I bambini, specialmente i più piccoli, possono potenzialmente diffondere il virus per periodi più lunghi.
È una malattia grave?
Come la forma stagionale, l’influenza suina nell'uomo può presentarsi in forma lieve o grave, ma va detto subito che al momento la gravità non appare fra le sue caratteristiche: la regola è la guarigione, non le complicanze e tantomeno la morte. Tanto è vero che, in Italia, su circa 1900 casi fino ad oggi riportati, è stato segnalato un solo caso di decesso. Il che significa che la mortalità è presumibilmente identica a quella dell’influenza classica stagionale. La durata della malattia non oltrepassa di solito i 4-5 giorni. Possono fare eccezione i pazienti affetti da gravi malattie polmonari o cardiache, i diabetici, gli individui con deficit del sistema immunitario (da cause varie) per i quali può risultare più prolungata o andare incontro a complicanze respiratorie.
Cosa fare in caso di sintomi sospetti? Se i sintomi, come spesso accade, sono lievi e la persona colpita è in buona salute è bene rimanere tranquilli, stare a casa, evitare i contatti ravvicinati con le altre persone (inclusi possibilmente i conviventi) e seguire alcuni consigli terapeutici generali. Se i sintomi sono particolarmente intensi, la malattia si protrae oltre i normali 3-4 giorni oppure la persona è affetta da altre malattie importanti (cardiache, respiratorie, renali) è bene chiamare il medico, anziché recarsi di propria iniziativa al pronto soccorso. Una visita d’urgenza in ospedale può essere indicata solo nei casi particolari in cui insorgano difficoltà respiratorie particolarmente severe e il medico di famiglia non sia immediatamente reperibile.
Come si effettua la diagnosi? In seguito all’incremento progressivo dei casi in Europa e in Italia sono stati rafforzati i sistemi di sorveglianza e non si ritiene più indispensabile la conferma di laboratorio dei casi sospetti. Pertanto la diagnosi si fonda prima di tutto sulla presenza dei sintomi sopra elencati.
Per la diagnosi di influenza nel bambino ricordate che:
•nel lattante l'influenza si può manifestare solo con vomito e diarrea e la febbre rappresenta una evenienza eccezionale; •i bambini più piccoli non sono in grado di descrivere i sintomi generali, ma manifestano il proprio malessere sotto forma di irritabilità, pianto o inappetenza; •in caso di febbre elevata, i bambini più piccoli presentano spesso occhi arrossati che sono indicativi di una congiuntivite; •all’età di 1-5 anni la sindrome influenzale si associa frequentemente a laringite, bronchite e febbre elevata. Attualmente l’indicazione è quella di eseguire l'analisi di laboratorio (solo su indicazione del medico) in tutti i casi caratterizzati da un andamento clinico impegnativo per il quale si ritiene opportuno richiedere un ricovero in ospedale. Ai fini della sorveglianza, inoltre, analisi di laboratorio sono effettuate a campione e nei casi che si sono manifestati in assenza di viaggi o di contatti con casi confermati. L’analisi si fa su un campione di secrezioni prelevate dalle prime vie respiratorie mediante un normale tampone nasale o faringeo entro 4/5 giorni dall'inizio dei sintomi (cioè, quando la persona è contagiosa).
Come si cura?
Come per le altre forme influenzali, la terapia normalmente prevede il riposo e l’assunzione di farmaci antipiretici per abbassare la febbre (primo fra tutti, il paracetamolo), analgesici o antinfiammatori per calmare i dolori ed eventualmente sedativi della tosse. Il trattamento dei sintomi, l’assunzione di liquidi (acqua, tè, succhi di frutta) ed il riposo (protratto fino a 24-48 ore dopo la scomparsa della febbre) sono in genere sufficienti per la completa guarigione nei casi non complicati.
Per alcuni soggetti a rischio (per esempio i bambini sotto i due anni, gli anziani sopra i 65 anni, i pazienti affetti da diabete, malattie croniche respiratorie, cardiovascolari, epatiche, ematologiche, neurologiche o neuromuscolari), i soggetti immunodepressi, le donne in gravidanza o in allattamento, gli asmatici in terapia e le persone obese può essere indicato l’impiego dei farmaci antivirali (zanamivir e oseltamivir).
Questi farmaci, che si assumono in compresse, sciroppi o spray per inalazione, combattono i virus dell’influenza agendo sulle proteine utilizzate dai virus per entrare nelle cellule dell’organismo ospite, sono efficaci contro tutti i virus influenzali e quindi anche quello della nuova influenza, l’H1N1, che è di tipo A. Questi possono essere utili per ridurre i sintomi e ad abbreviare i tempi di guarigione, ma si devono adoperare solo previa prescrizione medica: la terapia andrebbe iniziata il prima possibile (funziona meglio se iniziata entro due giorni) e va protratta di regola per 5 giorni.
Attenzione però: usarli senza motivo potrebbe procurare anche dei danni. Il rischio infatti è che insorgano virus resistenti al farmaco, rendendolo inutile qualora l’assunzione diventi realmente necessaria. Questi farmaci si possono acquistare solo su prescrizione medica, non sono rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale e sono molto costosi. La comparsa di complicazioni (per esempio una bronchite o polmonite) può richiedere la prescrizione di una terapia antibiotica, che andrà comunque sempre effettuata da un medico.
Quali sono le principali norme di prevenzione?
Vaccinazione
L'arma migliore di prevenzione è rappresentata dalla vaccinazione della popolazione. Il vaccino specifico contro il virus A(H1N1) sarà presto disponibile. In Italia, il Ministero della Salute ha già fissato le norme principali per l’esecuzione della campagna vaccinale gratuita che riguarderà circa il 40% della popolazione e prevede in una prima fase (a metà del mese di novembre) la vaccinazione di:
•soggetti a rischio perché affetti da patologie croniche gravi; •personale sanitario che deve garantire le prestazioni assistenziali; •personale che garantisce gli aspetti di sicurezza del Paese (vigili del fuoco, polizia, protezione civile, etc); •personale che garantisce la continuità dei servizi cosiddetti essenziali (acqua, energia, telecomunicazioni, rifiuti, etc). Entro la fine dell’anno sarà poi la volta dei soggetti affetti da malattie respiratorie fra i 2 e i 65 anni, mentre infine a partire da gennaio 2010 i vaccini saranno riservati alla popolazione sana fra i 2 e i 27 anni, cioè a quella fascia d'età che, dai dati sull'andamento mondiale della malattia da aprile ad oggi, risulta essere la più colpita dall'infezione che, in tali soggetti, si trasmette più facilmente.
Norme generali
Una volta che si è stati colpiti dalla nuova influenza, come del resto da qualunque altra forma infettiva virale delle vie respiratorie, è bene lavare le mani dopo aver tossito o dopo essersi soffiati il naso perche qui si vanno a depositare, attraverso le goccioline di saliva, le secrezioni infette.È bene poi evitare di portare le mani a contatto con occhi naso e bocca, usare ognuno il proprio asciugamano, le proprie stoviglie, evitare contatti ravvicinati con persone sane, per esempio baci o carezze, coprire con un fazzoletto (possibilmente di carta) naso e bocca quando si starnutisce e gettare il fazzoletto dopo l’uso nella spazzatura o nella biancheria da lavare.
Mantenere una distanza adeguata (circa un metro) tra persona e persona è considerata una misura sempre efficace per prevenire il contagio della malattia. Si raccomanda infine di rimanere a casa se malati evitando di viaggiare, di recarsi al lavoro o a scuola, allo scopo di limitare i contatti possibilmente infettanti con altre persone e ridurre il rischio di complicazioni e infezioni da parte di altri microbi.
¤ Top
|
|
|
|
| |
|
 |
|
|