Mobbing
 

Cenni storici
La parola mobbing deriva dal verbo inglese "To mob" (assalire con violenza) preso in prestito dall'etologia, dove venne introdotto da Konrad Lorenz, che lo utilizza per indicare il comportamento aggressivo di alcune specie di uccelli nei confronti dei loro contendenti che tentano di assalirne il nido.
La prima persona che cominciò a studiare il mobbing come violenza psicologica nel luogo di lavoro ed in quanto tale responsabile di patologie per chi lo subisce, è stato lo psicologo tedesco Heinz Leymann che nel 1986 illustrò in un libro le conseguenze, sopratutto sulla sfera neuro-psichica, di chi è esposto ad un comportamento ostile protratto nel tempo, da parte di superiori o dei colleghi di lavoro.

Quando si verifica il MOBBING?
Si verifica una situazione di mobbing quando un dipendente è oggetto ripetuto di suprusi, aggressioni, maltrattamenti e molestie, anche sessuali, da parte dei superiorie in particolare, quando vengono poste in essere pratiche dirette ad isolarlo dall'ambiente di lavoro o ad espellerlo con conseguenza di intaccare gravemente l'equilibrio psichico dello stesso, menomandone la capacità lavorativa e la fiducia in se stesso e provocando catastrofe emotiva e depressione. I motivi possono essere invidie, gelosie, disorganizzazione lavorative con carenze di regole e relativo carico di stress, e cosi' via. Iniziano delle aggressioni per lo più di genere psicologico, da parte di colleghi e/o superiori che hanno come bersaglio delle vittime designate.

Fasi del MOBBING

  1. Prima fase: Avvengono conflitti, attacchi, meschinerie ed anche scherzi feroci. Questa fase è caratterizzata dal "conflitto mirato" che si manifesta qualora si addossano alla stessa persona le colpe per i ritardi, gli errori, gli inconvenienti, che si verificano nel normale svolgimento dell'attività aziendale; si sfrutta ogni minimo pretesto per attaccare ed aggredire una determinata persona.
  2. Seconda fase: Nella seconda fase si "creano" i pretesti e le occasioni per "isolare" ulteriormente la vittima. Se dai quindici ai diciotto mesi le aggressioni proseguono si può notare molto spesso un avviamento verso uno stato cronico di ansietà.
  3. Terza fase: Comparsa dei primi "problemi psicosomatici" in capo al mobbizzato, consistenti in una iniziale depressione, sfiducia in se stesso, stati d'ansia; queste manifestazioni denotano un certo squilibrio, anche di carattere psichico e caratteriale. Il lavoratore inizia a dare segnali di cedimento della personalità, con continui scatti di nervosismo o di totale assenza o sfiducia nelle proprie capacità lavorative e personali.
  4. Quarta fase: Si verifica una dequalificazione delle mansioni spesso accompagnata da una successione di trasferimenti da un posto all'altro, con la conseguenza inesorabile dell'esclusione dal mondo del lavoro.

Obiettivi del Centro di Ascolto
Il centro di ascolto nasce proponendosi di combattere a livello psicologico, medico e legale, la violenza psicologica nel luogo di lavoro e le sue gravi conseguenze sulla persona, avvalendosi di un Team di diverse competenze professionali. Il centro di Ascolto si prefigge anche lo scopo di monitorare e orientare sugli effetti del mobbing. Una iniziativa sindacale che si inserisce tra I servizi forniti al lavoratore per supportarlo in tutte le fasi; il tutto nella massima professionalità e riservatezza del nostro staff.

Contatti
Per appuntamento Tel. 0773 692952
e-mail mobbing@ugllatina.it

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